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L'INFN

L’INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, nato l’8 agosto 1951, promuove, coordina ed effettua la ricerca scientifica nel campo della fisica nucleare, subnucleare e astroparticellare, nonché lo sviluppo tecnologico necessario alle attività in tali settori.

Negli oltre 50 anni della sua storia, l’INFN ha progressivamente ampliato le proprie dimensioni e oggi ne fanno parte trenta tra sezioni e gruppi collegati, tutti con sede in dipartimenti universitari, quattro laboratori di rilevanza internazionale e un centro di calcolo nazionale.

L’INFN oggi occupa un posto di primo piano a livello internazionale nel campo della fisica dei neutrini, grazie ad alcune scelte lungimiranti compiute negli anni ’70 e culminate con la decisione di dotare l’Italia dei laboratori sotterranei più avanzati al mondo per estensione e infrastrutture: i Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

La ricerca tecnologica nell’INFN è finalizzata alla realizzazione d’esperimenti d’avanguardia ed è perciò motivata dalla necessità di sviluppare nuovi metodi per l’accelerazione e la rivelazione di particelle, per l’acquisizione e per l’analisi dei dati. Le attività tecnologiche dell'INFN coprono principalmente i seguenti settori:

  • fisica degli acceleratori
  • criogenia e superconduttività
  • rivelatori di particelle ed elettronica associata
  • supercalcolo e reti ad alte prestazioni
  • griglie di calcolo

L’Istituto è impegnato a stimolare il trasferimento delle conoscenze, delle metodologie e delle tecniche strumentali sviluppate nell'ambito della propria attività, verso altre discipline, quali la medicina, i beni culturali e l’ambiente.

I Laboratori del Gran Sasso (LNGS), operativi dal 1988, hanno una utenza scientifica e tecnologica composta di circa 800 ricercatori ed ingegneri provenienti da 24 Paesi di tutti i continenti ed ospitano complesse infrastrutture e i più avanzati apparati sperimentali per la misura di particelle elementari.

Il tema scientifico di maggior rilievo nel futuro del laboratorio è lo studio dei neutrini d’origine naturale o artificiale, in tutti i suoi aspetti: fisici, astrofisici e cosmologici.

Attualmente sono presenti, presso i LNGS, i seguenti progetti:
1. CNGS (Cern Neutrinos to Gran Sasso), lo scopo della ricerca è comprendere la singolare capacità dei neutrini di “trasformarsi” durante il viaggio: un fenomeno chiamato oscillazione e previsto da Bruno Pontecorvo.
All’osservazione delle interazioni prodotte dal fascio CNGS sono dedicati due programmi scientifici: l’esperimento OPERA, uno degli apparati più complessi mai realizzati sottoterra e l’esperimento ICARUS, un progetto del Premio Nobel Carlo Rubbia, costituito da una grande massa di Argon liquido (circa 600 tonnellate), resa “sensibile” da un campo elettrico e circa 50mila sottili fili di acciaio che “leggono” la carica rilasciata dal passaggio di particelle ionizzanti.
2. Osservatorio LVD è dedicato all’osservazione di un evento molto raro: il  fugace bagliore di neutrini (dura circa un secondo) prodotto nei collassi gravitazionali che avvengono alla fine della vita d’alcune stelle.
3. Borexino studia lo spettro d’energia caratteristico dei neutrini solari. E’ anch’esso costituito da scintillatore liquido estremamente puro, schermato da acqua. Le tecniche utilizzate per il trattamento di entrambi i fluidi hanno permesso di raggiungere livelli di radiopurezza non eguagliati in nessun altro laboratorio.
4. DAMA, WARP, CRESST e XENON, cercano il segnale della “materia oscura”, ovvero ipotetiche particelle che potrebbero costituire la maggior parte della massa dell’Universo. Anche qui le tecnologie adottate, pur diverse per ciascun esperimento, costituiscono lo stato dell’arte nel loro campo.
5. CUORE e GERDA cercano gli impercettibili segnali di decadimenti radioattivi anomali la cui esistenza e’ legata alla massa dei neutrini che ora (grazie anche ad esperimenti passati del Gran Sasso, come Gallex e MACRO) sappiamo essere diversa da zero.
6. LUNA studia, con un piccolo acceleratore di ioni, i processi nucleari che avvengono all’interno delle stelle.

Workshop
Guarda le immagini e scarica i documenti dei lavori del 9 settembre 2008

Il workshop "Nuove frontiere della formazione. Il triangolo della conoscenza: università – centri di ricerca - impresa", svoltosi il 9 settembre 2008 presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, ha concluso il Progetto Alta Formazione del POR Abruzzo 2000-2006. Ecco il racconto di un anno di attività nel video presentato al pubblico in Sala Fermi.

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